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Pane di CUTI ''IL RINOMATO PANE DI ROGLIANO''

Il profumo del pane di un tempo

Cuti, rione di Rogliano, luogo di origine dei fondatori del panificio, è un quartiere di artigiani, abili maestri di costruzioni, tessitori, commercianti, esperti falegnami, grandi fornai, insegnanti, avvocati, intellettuali e patrioti.

È il legame con le antiche tradizioni del rione Cuti e con l’intera comunità di Rogliano a guidare la realizzazione di un prodotto alimentare divenuto identitario con il passare del tempo.

Il Pane di Cuti affonda qui le sue radici, nella sua terra, nelle storie e nei volti delle persone che da oltre 30 anni, attraverso una manifattura artigianale e la scelta di materie prime di qualità hanno saputo sfidare il tempo, continuando una produzione artigianale che oggi è il fiore all’occhiello dell’Azienda.

L’identità che caratterizza questo prodotto è la combinazione sapiente di conoscenza, tradizione e sostenibilità.

La stessa costruzione del forno a legna nasce dai canoni e dalle tecniche delle antiche maestranze presenti in loco. A Cuti le maestranze locali per la costruzione dei forni erano già famose dal ‘700 per la presenza di un terreno cretoso in prossimità di Cuti che dava la possibilità di usufruire del materiale per la realizzazione dei mattoni.

Ed è così che il lievito madre di Cuti anima autentica di tutti i nostri prodotti, l’acqua della Sila, le farine di tipo 0, 1 macinate a pietra e la legna di castagno si fondono per conferire al pane un colore ambrato e quel profumo inteso di miele caramellato che è tipico del Pane di Cuti.

La scelta del forno, le tecniche di cottura, il lievito madre, tutto è studiato per dare al pane una traccia riconoscibile che ne assicuri l’integrità e la genuinità.

A sigillo di questi valori si appone un marchio indelebile, un timbro impresso direttamente sul pane, per garantirvi che dietro questo ambizioso e straordinario prodotto ci sono le maestranze trentennali e le scelte consapevoli che ogni giorno ci guidano con etica verso una produzione di assoluta qualità.

L’azienda, specializzata nella produzione tradizionale, mette a listino numerose referenze tra prodotti da forno freschi e secchi ed ha come obbiettivo l’ampliamento della sua capacità produttiva anche in relazione agli indicatori di consumo di specifiche tipologia di pane funzionale.

Partendo dagli investimenti per l’innovazione tecnologica a supporto della tradizionale produzione del Pane di Cuti, iniziati nel 2014 con la certificazione del sistema di qualità, l’azienda ha in corso processi di innovazione che vadano ad incidere sugli indicatori cui tradizione ed innovazione possono trovare maggiori punti di contingenza, quali la logistica ed in particolare lo stoccaggio ed il trasporto.

Da oltre 30 anni il Panificio di Cuti è guidato da uno spirito imprenditoriale sincero che mette al primo posto la genuinità, guardando oltre i confini territoriali alla continua ricerca di nuovi modi per migliorare i valori per la nostra gente, per i nostri clienti e per la comunità.

Nel Gruppo Cuti ci sforziamo ogni giorno di vivere e lavorare in modo responsabile ed etico promuovendo esperienze salutari, educative e familiari. Proprio con questa Vision, abbiamo creato il Museo del Pane di Cuti, in cui innovazione e tradizione si mescolano in un viaggio dal passato al futuro nell’arte del pane. La visita inizia con la rappresentazione dell’aia in cui veniva coltivato e raccolto il grano; la bottega dell’artigiano, e la tipica casa del contadino con l’antico telaio, ma il pezzo originale è rappresentato dall’antica trebbiatrice Mansal degli anni 50.

La raccolta museale, nasce dall’idea di conservare e condividere la tradizione, la storia, i costumi e le abitudini, di un territorio, per far conoscere alle nuove generazioni le maestranze antiche, andate ormai perse e dimenticate.

L’idea della salvaguardia del bene storico e della creazione del museo ha come intento quello di promuovere il territorio attraverso un viaggio dal passato al presente, con un occhio verso il futuro: infatti la visita si concluderà con l’esplorazione dei laboratori del Panificio Cuti dove sarà possibile improvvisarsi fornaio per un giorno, creando il proprio pane.

Nel corso degli anni, il Museo ha saputo attrarre l’interesse di studiosi, antropologi di prestigio e visitatori di ogni provenienza, grazie anche alla partecipazione a eventi culturali e storici di rilievo. Tra questi spicca la rassegna letteraria “Briciole di Libri”, ideata da Pina Oliveti, co-direttrice del Museo, e patrocinata dai Comuni di Rogliano, Figline Vegliaturo e da Cosenza Città che Legge. L’iniziativa ha dato visibilità a case editrici e autori calabresi e nazionali, contribuendo al lancio di nuovi talenti nel panorama letterario contemporaneo.

Il Museo è stato inoltre protagonista delle tradizionali Feste del Pane, organizzate annualmente dal Comune di Rogliano, durante le quali ha accolto centinaia di visitatori e curiosi, arricchendo la manifestazione con contenuti storici, etnografici e culturali di grande valore. Di particolare rilievo è l’impegno del Museo sul fronte educativo e sociale.

Numerose sono le collaborazioni con istituti scolastici di ogni ordine e grado, attraverso progetti di educazione alimentare che prevedono visite guidate e laboratori pratici, come “Mani in Pasta” o “Fornaio per un giorno”. Queste attività coinvolgono attivamente bambini e ragazzi, che vivono in prima persona l’esperienza dell’arte bianca, imparando con le mani, il cuore e la memoria.

Non mancano le iniziative rivolte a un pubblico più ampio e diversificato: il Museo promuove infatti attività inclusive dedicate a pazienti anziani provenienti da strutture di cura del territorio. Questi laboratori, basati su esperienze sensoriali legate al mondo del pane, diventano viaggi nella memoria capaci di stimolare emozioni, ricordi e racconti personali, offrendo momenti di profonda umanità e condivisione.

L’ingresso nella rete SudHeritage:

Ad agosto del 2025, il Museo del Pane di Cuti è entrato ufficialmente a far parte della rete dei musei d’impresa di Calabria SudHeritage. SudHeritage è la prima rete regionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio industriale, culturale e produttivo calabrese: un progetto innovativo che connette aziende storiche, innovazione e cultura del lavoro, promuovendo una nuova visione di sviluppo sostenibile e identitario. L’ingresso nella rete rappresenta un riconoscimento importante per il Museo del Pane e per l’Azienda Cuti, che da anni si impegnano nella diffusione di una cultura del cibo consapevole, radicata nella tradizione ma proiettata verso il futuro.

Il Percorso Museale

Il Museo del Pane di Cuti offre un percorso immersivo che accompagna il visitatore lungo il viaggio del pane, dalla terra alla tavola, raccontando non solo la filiera produttiva, ma anche la vita quotidiana, gli antichi mestieri, i saperi e i riti legati a questo alimento universale. Un racconto che si snoda attraverso ambienti fedelmente ricostruiti, testimonianze materiali e patrimoni immateriali della civiltà contadina calabrese.

1. L’Aia e la Raccolta del Grano

Il percorso prende avvio dall’aia, spazio simbolico e operativo della cultura contadina. Qui si svolgevano la mietitura, la trebbiatura e la ventilazione del grano, attività collettive cariche di fatica ma anche di significato sociale e rituale. L’esposizione include attrezzi agricoli, falci, forconi, crivelli, carriole e immagini storiche che illustrano l’intero ciclo del grano, dalla semina al raccolto.

2. Il Granaio

Dopo la raccolta, il grano veniva conservato nei granai e successivamente macinato per ottenere la farina. In questa sala si trovano setacci, contenitori per il grano e fotografie che evocano i momenti salienti della vita di un tempo.

3. La Bottega del Panettiere

Il cuore del Museo è la ricostruzione della bottega del panettiere, fedele all’ambiente di un tempo. Il visitatore può osservare dalle fotografie la costruzione del forno a legna, le madie in legno per impastare, i cesti per la lievitazione, le pale da forno e gli utensili utilizzati per la preparazione del pane. Un luogo vivo, ricco di profumi e suggestioni, dove prende forma il prodotto finito: il pane, simbolo di lavoro, condivisione e memoria.

4. La Casa del Pane

Questo spazio domestico racconta il legame affettivo e rituale con il pane all’interno della casa. Espone stoviglie, tovaglie ricamate, bilance, fotografie e suppellettili che mostrano il epane come parte integrante della vita familiare, ma anche come elemento sacro da rispettare, benedire e mai sprecare.

5. La Bottega del Falegname

Il percorso si arricchisce con la Bottega del Falegname, parte del Museo della Civiltà Contadina. Qui sono esposti attrezzi da lavoro, pialle, seghe e banchi, utilizzati per realizzare madie, scaffali, pale da forno e arredi domestici, molti dei quali fondamentali anche nel ciclo del pane.

6. La Bottega del Calzolaio

Anche il calzolaio era una figura centrale nella vita del paese. La bottega ospita forme in legno, martelli, spaghi cerati, suole e scarpe fatte a mano. Un omaggio al lavoro silenzioso di chi permetteva a contadini e panettieri di percorrere chilometri, ben calzati, nei campi e nelle botteghe.

7. Pane e Rituali

Questa sezione esplora il valore simbolico e spirituale del pane nelle tradizioni religiose e popolari. Pani votivi, forme decorate, proverbi e canti raccontano il ruolo centrale del pane nei momenti salienti della vita: nascite, matrimoni, feste, lutti. Un pane che diventa linguaggio, offerta, preghiera

8. La Cantina

Un luogo fondamentale della vita contadina è la cantina, dove veniva prodotto il vino, compagno inseparabile del pane sulle tavole della tradizione calabrese. La sala espone attrezzi per la vinificazione, botti, fiaschi, torchi e altri strumenti che raccontano la lunga storia della coltivazione della vite e della produzione artigianale del vino. Pane e vino, due elementi profondamente intrecciati nel tessuto sociale, culturale e gastronomico della regione.

9. Le Sale del Piano Superiore

Al piano superiore si trovano spazi dedicati alla memoria più recente e tecnologica. - Una sala ospita una collezione di arnesi e utensili tecnologici d’epoca, tra cui giradischi, macchine da scrivere, televisori a tubo catodico, proiettori antichi e una collezione autentica di macchine da cucire, testimoni di un passato ormai lontano ma ancora vivido nella memoria collettiva. - Accanto, la Sala Anni ’60 ricostruisce un salottino tipico degli anni ’50 e ’60, evocando i ricordi di un’epoca fatta di cambiamenti sociali e culturali, grazie ad arredamenti, oggetti e atmosfere suggestive

10. L’Aula Didattica

L’aula didattica è uno spazio moderno e funzionale dove, tramite una grande vetrata, è possibile osservare la lavorazione del prodotto Pane di Cuti da parte dei mastri fornai dell’azienda. Qui si svolgono anche i laboratori educativi per bambini e ragazzi, come il noto progetto “Mani in Pasta”, che permette ai più piccoli di vivere un’esperienza pratica e coinvolgente nella tradizione panificatoria.

Categoria Merceologica

Alimentari

TAG

Integrale
Senza olio di palma
Senza conservanti
Senza additivi

I prodotti in fiera

  • - Fresa Bianca, farina tipo 0 e 1, lievito madre, Acqua e Sale

  • - Fresa Nera, farina Integrale, Lievito madre, acqua e sale

  • - Pane di Cuti Bianco, Lievito madre e cotto in forno a legna

  • - Pane di Cuti Integrale, Lievito Madre cotto in forno a legna

  • - RustiCuti, Lievito Madre e cotto in forno a legna

  • - Pane alle Olive

  • - Pane ai Cereali

  • - Taralli alla Cipolla:Farina 0,Vino,OlioEvo, sale,Cipolla

  • - Taralli Peperoncino:Farina0,Vino,OlioEvo,Sale,Peperoncino

  • - Taralli Finocchio:Farina0,Vino,Acqua,OlioEvo,Sale,Finocchio

  • - Tozzetti alla Curcuma

  • - Tozzetti ai Cereali

  • - Tozzetti Anice

  • - Tozzetti Finocchio

  • - Tozzetti Peperoncino

  • - Scaldatelle All'Anice

  • - Scaldatelle Al Finocchio

  • - Scaldatelle Integrali

  • - Scaldatelle Peperoncino

  • - Scrocchiarelle Ai Cereali

  • - Scrocchiarelle Integrali

  • - Scrocchiarelle al Mais

  • - Scrocchiarelle Bianche

  • - Cutiscotti, i Biscotti di Cuti, Speziati con Canella e Miele

  • - Pitta Mpigliata, dolce con noci, miele, mandorle e uva passa

  • - Mostacciolo, dolce con miele di castagno

  • - Bocconotti, dolce tipico con marmellata